Faq

Il DUVRI è il Documento Unico di Valutazione del Rischio Interferenziale. Quando un datore di lavoro commissiona ad un altro datore di lavoro attività nella propria azienda, deve allegare al contratto un documento del rischio che valuti i rischi interferenziali. Tale documento è detto “unico” perché deve comprendere i rischi interferenziali provocati da tutte le attività lavorative che si svolgono in azienda da chiunque esse siano esercitate. Il DUVRI non è obbligatorio per servizi di natura intellettuale, per mere forniture di materiali o attrezzature, per lavori o servizi la cui durata non sia superiore ai due giorni, sempre che essi non comportino rischi derivanti dalla presenza di agenti cancerogeni, biologici, atmosfere esplosive o dalla presenza dei rischi particolari come cadute dall’alto, elettrocuzione elencati nell’allegato XI dell’unico testo.
Al momento dell'inizio attività di tutte le società o ditte con lavoratori, è obbligatorio entro 90 gg dall'inizio attività o dall'assunzione di personale: 1. nominare il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP); per le aziende artigiane e industriali fino a 30 addetti il datore di lavoro può svolgere direttamente i compiti dell'RSPP ma deve frequentare un corso di formazione di 16, 32 o 48 ore a seconda della categoria di rischio in cui rientra l'attivita dell'impresa. 2. nominare gli addetti alla prevenzione incendi, lotta antincendio e gestione delle emergenze e fargli frequentare il corso obbligatorio di 4, 8 o16 ore a seconda del classificazione del rischio di incendio dell'attività [D.M. 16/3/98]. 3. nominare gli addetti al primo soccorso aziendale e fargli frequentare il corso obbligatorio di 12 o16 ore a seconda del rischio infortunistico dell'attività [D.M. 388/03]. 4. effettuare la valutazione di rischi in azienda. 5. formare e informare il personale dipendente sui rischi connessi all'attività lavorativa, sulle procedure di emergenza e sui responsabili della sicurezza. 6. nominare il medico competente  se l'attività rientra nell'obbligo di sorveglianza sanitaria.
Il preposto è una persona dotata dell'esperienza e della competenza necessaria che, nei limiti dei poteri funzionali e gerarchici adeguati all'incarico conferitogli, sovrintende alle attività lavorative e garantisce l'attuazione delle direttive, controllando la loro corretta esecuzione ed esercitando un funzionale potere di iniziativa. Ha collocazione autonoma all'interno della struttura aziendale. Il preposto ha diversi compiti: deve assicurarsi che i lavoratori osservino gli obblighi di legge e le disposizioni aziendali e controllare che solo i lavoratori adeguatamente formati accedano ai luoghi a maggior rischio. Deve inoltre pretendere il rispetto delle misure in caso di emergenza e dare istruzioni, informando tempestivamente i lavoratori in caso di pericolo grave e immediato e valutare di non richiedere a questi di riprendere l’attività in una situazione in cui persista il pericolo. Inoltre deve segnalare al datore di lavoro o al dirigente i problemi e le condizioni di pericolo. Il preposto deve ricevere specifica formazione.
Il recente decreto correttivo n. 106 del 2009 ha inserito tra le modalità di apposizione di data certa al DVR, la firma congiunta del Datore di Lavoro, RSPP, RLS e Medico Competente, se presente. In alternativa è possibile richiedere l’apposizione di data certa presso gli uffici postali (al costo di un normale francobollo), oppure auto inviarsi il DVR con la Posta Elettronica Certificata.
Il datore di lavoro, purché in possesso dei normali requisiti previsti, può assumere in proprio l’incarico di RSPP nei seguenti casi: Aziende artigiane e industriali: fino a 30 addetti (escluse le aziende a rischio di incidente rilevante); Aziende agricole e zootecniche: fino a 30 addetti; Aziende della pesca: fino a 20 addetti; Altre aziende: fino a 200 addetti.
Le attrezzature di lavoro che richiedono una specifica abilitazione degli operatori sono le seguenti: ·     piattaforme di lavoro mobili elevabili (PLE);·     gru a torre;·     gru mobile;·     gru per autocarro;·     carrelli elevatori semoventi con conducente a bordo;·     trattori agricoli o forestali;·     macchine movimento terra;·     pompe per calcestruzzo.
Il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza si relaziona per conto dei lavoratori con il datore di lavoro, l’RSPP e il Medico Competente (se presente), riguardo alla tutela e alla sicurezza nei luoghi di lavoro. Per svolgere il suo ruolo, l’RLS deve frequentare un corso di formazione di 32 ore, il cui costo è a carico del datore di lavoro. Il ruolo di RLS è incompatibile con quelli di RSPP e ASPP.
Il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR), secondo l’art. 18 del D.Lgs. 81/2008, è quel documento che serve per garantire la sicurezza nei luoghi di lavoro e dimostrare agli organi di controllo l’avvenuta valutazione dei rischi per tutelare la salute dei lavoratori. La redazione del DVR deve seguire criteri precisi e deve possedere dei requisiti specifici; in particolare deve contenere una relazione sulla valutazione di tutti i rischi per la sicurezza e la salute durante l’attività lavorativa, nella quale siano specificati i criteri adottati per la valutazione stessa e tutti gli interventi per eliminare, ridurre o controllare i rischi e i pericoli presenti all’interno dei luoghi di lavoro. Nel DVR deve essere esplicita l’indicazione del nominativo del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP), del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (R.L.S.) o di quello territoriale e del Medico Competente (ove previsto). Queste figure devono partecipare alla valutazione dei rischi e alla stesura del DVR, in collaborazione con il Datore di Lavoro.
Nelle aziende, o unità produttive, che occupano fino a 15 lavoratori il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza è di norma eletto direttamente dai lavoratori al loro interno oppure è individuato per più aziende nell’ambito territoriale o del comparto produttivo; invece nelle aziende o unità produttive con più di 15 lavoratori è eletto o designato dai lavoratori nell’ambito delle rappresentanze sindacali in azienda o, in loro assenza, dai lavoratori dell’azienda al loro interno. Il numero dei rappresentanti è stabilito in sede di contrattazione collettiva, ma in ogni caso è indicato un numero minimo in base al totale dei dipendenti e precisamente: un rappresentante nelle aziende o unità produttive sino a 200 dipendenti; tre rappresentanti nelle aziende o unità produttive da 201 a 1000 dipendenti. sei rappresentanti in tutte le altre aziende o unità produttive
E’ un servizio dell’Azienda Sanitaria Locale che controlla e vigila sull’applicazione di tutte le norme in materia di sicurezza e salute sui luoghi di lavoro; lavora in concomitanza con l’Ispettorato quando previsto. Si pone come garante esterno della corretta applicazione delle disposizioni in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.
Per “lavoratore” si intende una persona che, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, svolge un’attività lavorativa nell’ambito dell’organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato, con o senza retribuzione, anche al solo fine di apprendere un mestiere, un’arte o una professione. Vengono equiparate al lavoratore quindi categorie come il socio lavoratore di cooperativa o di società, anche di fatto, che presta la sua attività, l’associato in partecipazione, il beneficiario di tirocini formativi e di orientamento, l’allievo degli istituti di istruzione ed universitari, limitatamente ai periodi in cui l’allievo sia effettivamente applicato alle strumentazioni o ai laboratori, il volontario e il lavoratore dei lavori socialmente utili. Vengono esclusi gli addetti ai servizi domestici e familiari.
A carico dei componenti dell’impresa familiare (art. 230-bis codice civile) si applicano gli obblighi indicati nell’art. 21 del D. Lgs. n. 81/2008 i quali però, si limitano all’obbligo dell’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale adeguati ai rischi che gli stessi possono correre, all’utilizzo di attrezzature di lavoro conformi alle disposizioni di legge vigenti in materia di sicurezza sul lavoro ed in particolare di quelle contenute nel Titolo III del D. Lgs. n. 81/2008 e dell’utilizzo di una apposita tessera di riconoscimento qualora gli stessi effettuino la loro prestazione in un luogo di lavoro nel quale si svolgano attività in regime di appalto o subappalto.
Nelle società in nome collettivo i soci sono considerati come datori di lavoro alla pari e, se prestano attività lavorativa per conto della società stessa, risultano essere, ai sensi dell’art. 2 comma 1 lettera a) del D. Lgs. n. 81/2008, anche equiparati a lavoratori subordinati per cui la società dovrà provvedere ad attuare nei loro confronti tutti gli adempimenti previsti dal D. Lgs. n. 81/2008 e s.m.i. e dovrà quindi istituire il servizio di prevenzione e protezione o ricorrere allo svolgimento diretto del servizio medesimo, effettuare la valutazione dei rischi, redigere il DVR, ecc.
Per individuare la figura del datore di lavoro nelle società (S.p.A., S.r.l., S.n.c.) si deve tenere conto anche delle attribuzioni e delle deleghe  conferite ai vari soggetti della compagine societaria. In tali tipi di organizzazione in genere i poteri decisionali e di spesa, necessari per attuare le norme di prevenzione, sono conferiti all'amministratore delegato della S.p.A. o della S.r.l., o ad uno dei soci della S.n.c. ma in tali casi per individuare con chiarezza la figura del datore di lavoro, proprio per evitare che tutti i soci possano trovarsi coinvolti in faccende giudiziarie relative alla materia della salute e della sicurezza sul lavoro, è opportuno ed è sufficiente che le attribuzioni che fanno capo al socio datore di lavoro risultino specificatamente da delibere societarie interne effettuate per iscritto da esibire all’organo di vigilanza o al giudice in caso di necessità.


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